La Chiesa di S. Massimo
Adiacente al lato Nord del cimitero di Torano Nuovo, è databile intorno all'anno 1000, poiché già nel 1066 è elencata fra i beni soggetti alla giurisdizione di Montecassino e successivamente al Monastero di San Liberatore a Maiella.
L'edificio, esempio del romanico abruzzese, presenta sulla facciata volta ad ovest il portale sopra il quale doveva trovarsi uno stemma di Montecassino o gentilizio se di epoca più recente. Sul lato sud c'è un porticato sorretto da colonne ad archi a tutto sesto che si ripetono nella loggetta bifora.
L'interno, ad una navata, ha un altare in pietra sopra il quale restano tracce di un affresco raffigurante Madonna e Santi che nel 1565 fu ricoperto con la tela della Crocifissione con la Madonna, S. Massimo ed altri Santi, ora custodita in comune.
Fanno parte degli arredi sacri: una bella croce argentea risalente alla fine del 400 ed attribuita alla Scuola di Nicola da Guardiagrele e un reliquiario in argento del 1775.
La Chiesa di S. Martino
Adiacente alla villa del Barone Cornacchia, in località Villa Torri, conserva affreschi databili intorno al 1400, la celletta campanaria e lo stemma gentilizio del Barone Cornacchia del 1577.
La Chiesa della Madonna delle Grazie
Al suo interno sono conservate due tele del XVII e XVIII secolo, raffiguranti l'Immacolata e la Sacra Famiglia e ovali dipinti con soggetti sacri.
L'abside, con l'altare e la balaustra in marmo, ha ornamenti e fregi barocchi che coprono tutte le pareti.
Largo S. Flaviano
Interessante, tra le altre cose, risulta la piazzetta, sorta dall'abbattimento della vecchia chiesa di S. Flaviano, nel punto più antico del paese, caratteristica per le viuzze che la circondano e che un tempo giravano intorno alla Chiesa, come negli antichi nuclei medievali.
Museo d'Arte Sacra
Adiacente la Chiesa della Madonna delle Grazie, il museo espone quanto è stato gelosamente custodito nei secoli dai Toranesi. Il museo intende promuovere e recuperare valori intramontabili: la fede, le isituzioni, la cultura, l'arte e le tradizioni. La raccolta di opere d'arte, tra arredi sacri ed oreficeria di proprietà della chiesa locale, testimonia la fede della piccola comunità toranese nel corso dei secoli dal '400 ai giorni nostri.
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